суббота, 25 декабря 2010 г.

MICROMEGA E I MAESTRI DI SCHERMA

gio, lug 14, 2005
e dell’amor cortese, voi godrete certamente gioie purissime nel vostro mondo, perch? avendo cos? tanto buono spirito ed apparendo tutti intenti nel ragionar di convenzione e lealt?, dovete passare la vita ad amare e a pensare, privi di ogni altra preoccupazione. Da nessuna parte, nei miei viaggi, ho trovato la vera felicit?: senza dubbio per? essa ? l? tra fioretti ed intrecciate.?
A questo discorso tutti i maestrini di scherma si misero a scuoter la testa, e uno di essi, pi? sincero degli altri e per nulla intimorito dalla statura del gigante, confess? in buona fede che eccettuati pochi cavalieri in vero ben poco rispettati, tutto il resto ? una congrega sventurata e malvagia.
?Noi abbiamo meno spirito di quel che crediate? disse, ?o forse troppo, se l’aver spirito si misura nell’inutile contesa. Non sapete, per esempio, che vi sono un buon numero di pazzi della nostra specie che credono di esser gli unici detentori della nobile arte ed alcuni che fremono continuamente di gelosia nel timore di uscir sminuiti dal confronto con tutti gli altri??
Micromega si stup? e domand? quale fosse la ragione di questi comportamenti.
?Si tratta,? disse lo scienziato, ?del diritto di poter stabilire i principi dell’arte in virt? dell’esperienza. Cos? dicono, almeno. Non che qualcuno di loro voglia davvero averne diritto. Si tratta soltanto di sapere se ne avr? diritto un altro prima di lui oppure no.?
?Disgraziati!? grid? Micromega, ?chi potrebbe immaginare una tal piccolezza e cos? insensata, addirittura! Mi vien voglia di fare tre passi e di porre fine con una battuta di piede a tutto quel ridicolo formicaio.?
?Fatica inutile,? gli rispose; ?faticano gi? abbastanza loro per rovinarsi. Pensate che dopo cent’anni anni non resta mai nemmeno uno su cento di costoro; pensate che, anche se non estraessero mai la spada, la calunnia, la contesa o le sterili discussioni li porterebbero via quasi tutti lo stesso.? ?Poich? voi sembrate essere nel piccolo numero dei saggi? disse a quelli che aveva sulle dita della mano, ?e a quanto sembra disprezzate il comportamento dei vostri simili, ditemi, di che cosa dunque vi occupate??
?Di copertini ed imbroccate, finte circolate e fili sottomessi? disse uno di loro, ?misuriamo la distanza tra le punte; disarmiamo con un guadagno spirale a destra, intrecciamo e battiamo i ferri; e siamo d’accordo su due o tre argomenti che comprendiamo, ma discutiamo su due o tremila che non comprendiamo per nulla.?
A Micromega ed al suo amico venne subito voglia di domandare a quei maestrini pensanti quali fossero le cose su cui erano d’accordo.
?Che distanza calcolate che vi sia ? disse il secondo, ?tra i due piedi nella guardia??
Risposero ad una voce: ?Un piede e mezzo.?
?Quanto calcolate che ci sia tra i due piedi nell’affondo??
?Tre piedi, non uno pi? non uno meno.?
?E ditemi, quanto pesa la vostra arma??
Credeva di metterli in imbarazzo, ma gli risposero tutti quanti che il fioretto pesa 500 grammi e la spada invece ne pesa 770. La sciabola 500 anch’essa.
Allora Micromega disse loro:
?Dato che conoscete cos? bene quello che ? fuori di voi, conoscete certo ancor meglio quello che avete dentro. Ditemi dunque cos’? che vi anima nell’insegnare ad altri a tirar di scherma??
I maestrini si misero a parlare tutti in una volta come prima, ma tutti avevano opinioni diverse. Il pi? vecchio citava Masaniello Parise; un altro faceva il nome di Agesilao Greco; questi, di Achille Marozzo; quell’altro, del Marchionni; un altro ancora, dell’Agrippa. Un vecchio maestrino disse ad alta voce, con sicurezza:
?Le cause efficienti, di questa disciplina, sono qua

Комментариев нет:

Отправить комментарий